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Perché (e per chi) la 26 pollici?

La scelta della bici e del telaio sta diventando un dilemma.
Da un lato c’è la situazione economica generale che impone delle spese quanto meno ponderate e dall’altro, invece, la difficoltà oggettiva (o chiamatela imbarazzo della scelta) nello scegliere un diametro di ruota piuttosto che un altro.
Come fare allora? Come decidere quale bici acquistare, nuova o usata che sia, per la prossima stagione?
Le novità 2014 ormai le conosciamo e sulle novità 2015 le idee sono sempre più chiare, ma la scelta della bici rimane a volte problematica.
Il diametro della ruota è il primo dilemma che ci si trova a fronteggiare. Lo avevamo già affrontato in questa serie di articoli diversi mesi fa e ieri dopo un’uscita su una “vecchia” 26″, ma alla luce di ciò che vedremo nei negozi la prossima stagione è necessario rifare il punto della situazione, basandoci sulle impressioni ricavate fino ad ora in sella alle ultime 27,5 e 29 pollici.
Prima domanda: per chi è pensata, oggi, una 26″?

PERCHE’ E PER CHI E’ LA 26″?
Solitamente più corta, più snella, più leggera, ma anche più nervosa, più instabile e più in difficoltà sugli ostacoli. Il diametro di 26″, che nel catalogo di molti costruttori è sparito sui modelli di maggiore interesse, rischia di fare una fine ingloriosa e immeritata, a discapito di altri diametri di ruota che stanno prendendo piede.
Più che ragionare sul perché di tali scelte occorre valutare una serie di ragioni che possono aiutarci a capire se e come una 26″ ha ancora motivo di essere utilizzata in base alle proprie preferenze. E magari acquistata, anche di seconda mano.
Affrontiamo l’argomento 26″ per temi, gli stessi che valuteremo anche per gli altri diametri nelle prossime puntate.

Quando si parla di agilità Jerome Clementz sa come interpretarla con una 26″.

La reattività
Se cercate un mezzo veloce e capace di cambiare traiettoria e velocità (sia in accelerazione che in frenata) con la massima sveltezza dovete assicurarvi che abbia ruote da 26″. Non ci sono discorsi che tengano.
Poi subentra un altro fattore, ovvero…

La facilità di guida
Con questo fattore intendiamo l’impegno, anche psicologico, che una bici richiede durante la guida. Una 26″ è tanto rapida nei cambiamenti di traiettoria quanto brusca e nervosa. Di questo ce ne si può accorgere solo provando una 29″. E in seconda battuta una 650B (o 27,5″, chiamatela come volete).
La scelta della traiettoria, qui, diventa preponderante sul resto e lo è tanto in discesa quanto in salita. Improvvisare è facile solo per chi ha manico. Anche per questo motivo (oltre che per motivi dimensionali) la 26″ ancora impera nella Dh.
In salita il grip offerto dalla ruota posteriore è inferiore rispetto a una 29 (per via di una superficie di contatto fra gomma e terreno inferiore) e questo richiede un impegno maggiore a carico del biker.
Quindi, sotto questi punti di vista, una 26″ è più difficile da guidare, se si considerano le prestazioni di cui sono capaci, oggi, le 27,5 e, soprattutto, le 29″.

La statura del biker
Secondo alcuni la 29″ è stata pensata per gli utenti di alta statura, diciamo sopra il metro e 85. Le ruote da 29″ essendo più grandi sono “meglio proporzionate” per stature, appunto, sopra la media.
Secondo questo discorso un rider come Greg Minnaar (un metro e 90) non potrebbe correre nella Dh, perché lì non ci sono 29er. E invece Minnaar nella Dh corre e vince con una 26″.
La statura quindi conta? Secondo noi ha un impatto marginale, perché chi sceglie una 26″ o una 29″ lo fa (o lo dovrebbe fare) per altri motivi.

Greg Minnaar ha vinto il suo terzo titolo Dh in sella a una Santa Cruz V10 da 26″.

La domanda che ci si dovrebbe porre è la seguente: conta di più la corretta proporzione fra diametro ruote e statura o la motivazione tecnica che sta dietro alla scelta di una 26 o di una 29er?
Prendete le atlete dell’Xc. Stature inferiori rispetto ai colleghi maschi e comunque in sella a bici da 29″.
Brutte a vedersi? Forse, ma in discesa si sentono a loro agio. Ovvero preferiscono la motivazione tecnica a quella dell’apparenza.
Le taglie disponibili oggi sulle 26″ sono le stesse che si possono trovare per le 27,5 o per le 29 pollici, ad eccezione di qualche caso.
La statura del biker, quindi, influisce sulla scelta del diametro della ruota se per voi l’estetica ha un peso importante.

La facilità di superamento degli ostacoli
E qui casca l’asino. La 26″ è indubbiamente in difficoltà rispetto agli altri diametri, perché l’angolo di attacco della ruota da 26″ è maggiore.
Per farvi capire meglio facciamo due esempi paradossali.
Immaginate di dover affrontare un piccolo ostacolo, alto due centimetri.
Immaginate di farlo con uno skateboard che ha una ruota di 50-60 mm di diametro.
E immaginate di farlo con una bici da 29″.

Il concetto di angolo di attacco delle ruote è spiegato in questa illustrazione: le ruote di diametro maggiore “sentono” di più l’ostacolo. Immagine fornita da Scott.

Risultato?
Lo skate si pianta sull’ostacolo e la 29″ ci rotola sopra.
Adesso dovrebbe risultarvi più facile comprendere come il diametro di una ruota influenzi il roll over, ossia la capacità di passare sopra gli ostacoli.
La 26″ qui è in difficoltà e per essere competitiva richiede maggiore attenzione e capacità nella guida e/o un travel maggiore delle sospensioni (ad esempio nella Dh).

 

Il comfort
E’ una indiretta conseguenza della capacità di roll over. Proviamo a definire il comfort: un mezzo è tanto più confortevole quanto meglio riesce a filtrare le sollecitazioni che provengono dal terreno.
Messa così, nessuna Mtb può essere definita confortevole.
Proviamo quest’altra definizione: un mezzo è tanto più confortevole quanto più facilmente riesce a mantenere costante la velocità di avanzamento.
Questa definizione è di comprensione meno immediata, ma è la più realistica.
Senza per il momento prendere in considerazione il travel o la tipologia di Mtb, un mezzo che richiede più sforzo per superare un ostacolo e quindi per mantenere costante la propria velocità è un mezzo meno confortevole.
Se a ciò si aggiunge l’impegno a livello di concentrazione che richiede nella scelta della traiettoria più scorrevole, ecco che la 26″, fra i 3 diametri di ruota, è quella meno confortevole.
Se si aumenta il travel a disposizione ovviamente il comfort aumenta, ma, a parità di escursione rispetto alla 27,5 e alla 29 pollici, la “ruota piccola” paga dazio.

Nelle mani giuste una 26″ pollici può fare sfaceli, nell’enduro quanto nella Dh. Chiedetelo a Jared Graves…

La leggerezza
La forcella, considerando il medesimo travel, è più corta, i raggi sono più corti, le gomme e i cerchi hanno un diametro inferiore e, in generale, su una 26″ c’è un minor impiego di materiale. Quindi, c’è maggiore leggerezza, sempre a parità di escursione della sospensione con gli altri diametri di ruota.

Per quali utilizzi?
Ovvero, quale tipologia di biker può trarre vantaggi da una 26″?
Le doti ridotte di roll over non la rendono, sulla carta, la bici per le lunghe distanze e in generale per impieghi di lunga durata, anche in discesa. In questo caso per discesa intendiamo l’enduro e le Megavalanche, dove un mezzo che riesce a superare con più disinvoltura gli ostacoli (e soprattutto gli ostacoli imprevisti) è sicuramente avvantaggiato.
La 26″ ha una naturale vocazione per gli utilizzi più fun e, azzardiamo, di durata ridotta, ma non meno intensa. Al momento, infatti, è il diametro ruota d’elezione per la downhill e il 4Cross.

L’eccezione che conferma la regola? Tony Longo ha corso e vinto il campionato italiano Marathon (e altre gare della stagione) con una Bianchi Methanol da 26″.

Rivendibilità dell’usato
Anche qui la 26″ si può trovare in difficoltà, in maniera immeritata e giustificata solo dal fatto che il mercato sta spostando l’attenzione sulla 27,5″.
Ovviamente dipende da quale marchio e di quale montaggio parliamo, ma, in generale, nonostante abbia ancora il suo fascino e la sua validità tecnica, la 26″ è stata messa sul viale del declino e le sue quotazioni sono al ribasso.
Conviene venderla la propria 26″ (ammesso di volerlo fare)?

Sicuri che una 26 pollici come questa oggi valga davvero poco? Le quotazioni dell’usato delle 26″ sono, sì, in ribasso, ma se la bici o il telaio sono ancora in produzione e se il marchio ha un certo appeal non aspettatevi di fare facili affari.

Se la quotazione proposta è valida e soddisfacente sì, ma raramente questo succede.
Piuttosto conviene o tenere la bici intera (e magari cambiare solo il telaio e altri componenti, ma questo argomento lo affronteremo più avanti) oppure, tasche permettendo, aggiungere un’altra Mtb al proprio parco macchine, magari destinata a utilizzi differenti rispetto alla 26″.
Non abbiate comunque fretta di venderla e di cederla alla prima proposta, soprattutto se la bici in vostro possesso ha ancora un certo valore commerciale. La frenesia di passare a una 27,5 o a una 29 pollici potrebbe portarvi a commettere qualche errore.
Il mercato spinge forte sui diametri maggiori di ruota, ma il seguito e l’interesse sulle 26 pollici è ancora molto vivo.
Niente fretta.
Il prossimo anno, statene certi, ancora si parlerà di 26″ e componenti e ricambi saranno ancora disponibili.
In sostanza, se non volete che le 26″ si estinguano nel giro di poche stagioni dipende anche da voi.

Il discorso prosegue con le 27 e mezzo e con le 29 pollici.


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