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Perché (e per chi) la 27,5 pollici?

Partiamo con un numero: 8,6 cm.
Questo rappresenta la differenza fra la circonferenza di una ruota da 26″ e una da 27,5″, con lo stesso pneumatico (Schwalbe Hans Dampf da 2,35″) e alla stessa pressione, circa 40 Psi (guardate la gallery fotografica per vedere come abbiamo eseguito queste misurazioni).

Ecco il risultato finale: la 27,5″ ha una circonferenza maggiore di 8,6 cm rispetto a quella della 26″.

E’ tanto?
E’ poco?
Proviamo a elaborare questo risultato diversamente. La nostra misurazione ha portato a questi dati:

- la circonferenza di una ruota con gomma da 26″ è di 211,9 cm.

– la circonferenza di una ruota con gomma da 27,5″ è di 220,5 cm.

Fatti i dovuti calcoli e conversioni in pollici si arriva alla misura del raggio e quindi al diametro effettivo di una ruota con gomma da 26″ che è di 26,56″.
Per una ruota con gomma da 27,5″, invece, è di 27,64″.
La differenza reale fra i due diametri, quindi, è di 1,08″. E non 1.5″.
Non stiamo scoprendo nulla di realmente nuovo: la misura 27,5″, infatti, è solamente nominale, per far sì che “cada” perfettamente a meta strada fra 26″ e 29″.
Ma la realtà delle cose, pur ammettendo che la nostra misurazione possa essere affetta da una certa percentuale di errore, è diversa.
Domanda: quanto sono importanti questi risultati numerici? Lo sono più delle sensazioni che si ricavano in sella alle varie 27,5″?
Per fare in modo che possiate costruire una VOSTRA opinione porremmo la ruota da 27,5″ dinanzi alle stesse situazioni cui abbiamo posto ieri la ruota da 26″.
I numeri tout-court potrebbero non significare nulla.

La rivoluzione 27,5 nel mondo dell’Xc l’ha iniziata Nino Schurter con la Scott Scale.

PERCHE’ E PER CHI E’ LA 27,5″?
Sta diventando il diametro di ruota per le bici da enduro e si sta affacciando da diverse stagioni con maggiore decisione anche nell’Xc.
La ruota da 27,5″ dilaga e sfrutta la breccia aperta dalla 29″, la vera misura “game changer”, per entrare con crescente successo in tantissimi ambiti della Mtb.
Nell’Xc grazie alla Scott Scale di Nino Schurter, fra le trail bike, nell’enduro e anche nella Dh. Con questi presupposti la 27,5″ è una ruota che vuole rivoluzionare tutto, al pari della 29″, solo che il diametro inferiore le può veramente permettere di salire a bordo di qualunque modello di Mtb.
Quindi, per rispondere alla domanda del titolo, la 27,5″ è una ruota potenzialmente per tutti, tanto quanto lo è stata la 26″ fino a qualche stagione fa. Fino a quando, in pratica, abbiamo iniziato a porci domande sul diametro della ruota.
La colpa (ammesso che si tratti di una colpa) di tutto questo polverone è della 29″ che ha aperto una breccia nel cuore di un numero sempre crescente di utenti e ci ha fatto capire che, sì, il diametro delle ruote di una Mtb non deve per forza essere di 26″.
C’è chi ha abbracciato subito lo standard delle routone e c’è chi invece è rimasto fedele alla 26″.
Adesso, tutti, gli scettici, i reticenti, i puristi, i fedelissimi della 26, ma anche tutti coloro che sanno cosa significa guidare una 29er (e ne apprezzano i benefici) si trovano davanti a un sentiero che va verso la 27,5″.
Forse non ci si convertirà nel 2014 e forse nemmeno nel 2015. Ma è bene sapere che la 27,5″, grazie a tutti quei marchi che già stanno sfornando telai e componenti sfavillanti con questo standard, sarà quasi certamente il futuro di tutti noi.
O meglio, di tutti coloro che non hanno scelto la 29 pollici.

Sono tanti i big nell’enduro che hanno utilizzato già quest’anno la 27,5″ in gara. Come Nicolas Vouilloz.

La reattività
La differenza di diametro con la 26″, come abbiamo visto, è minima e questo significa una rapidità nei cambi di direzione e di velocità comunque molto alta. Non è un caso che la 27,5″ abbia conquistato il settore dell’enduro, dove agilità e rapidità (abbinate a solidità) sono cruciali.
L’utilizzo dei cerchi in carbonio, poi, permette di arrivare ad una sveltezza nella guida che non fa rimpiangere le ruote da 26″, purtroppo però a prezzi non facilmente raggiungibili da tutti.
Il fattore reattività delle 27,5″ è fortemente influenzato dal peso delle ruote. Il grafico di sotto (fornito ed elaborato dalla Scott) mostra la differenza media di peso fra i tre diametri di ruota.

Se le ruote in carbonio permettono di raggiungere livelli di maneggevolezza e sveltezza simili a quelli delle 26″, la facilità di guida non sempre ne è avvantaggiata (come abbiamo visto in questo articolo).

Facilità di guida
Un pollice in più di diametro (ossia 2,54 cm) può fare a differenza? Sì, ma non è una differenza netta come nel caso della 29″ (di cui parleremo domani).
Ciò che si può apprezzare è il maggiore grip (dovuto ad una superficie di contatto maggiore fra gomma e terreno) rispetto alla 26″ e questo significa più controllo in curva e meno slittamenti della ruota motrice in salita. La 29″ è più avvantaggiata, ma la 27,5″ ha dimostrato di essere un compromesso efficace, comunque più efficace di una 26″.
In discesa la ruota di misura mediana mette d’accordo la maggiore inerzia delle ruote da 29″ con la reattività delle 26″ e il mix è molto interessante. La validità tecnica, insomma, non manca, ma sappiamo anche che questo non è sufficiente a placare gli animi di coloro che pensano che la 27,5″ sia solo una manovra di marketing e solo uno stratagemma per far cambiare le bici.
L’obiettivo di tutti i produttori è vendere, ma la decisione su quando e cosa comprare spetta al singolo utente.

Il cerchio in carbonio aumenta la leggerezza, ma, incrementando la rigidità torsionale della ruota, per apprezzarne i benefici richiede una guida più precisa e pulita. Nella foto le Enve Am 650B

La statura del biker
Con i connotati di misura mediana, la gamma di taglie possibili per le 27,5″ è estremamente ampia e rispecchia in tutto e per tutto quella delle 26″.
I produttori del resto si stanno adoperando per far sì che la 650B diventi un giorno la misura di ruota più piccola. Quando ciò avrà luogo è difficile predirlo in questo momento.
La statura del biker, come spiegato per la 26″, non dovrebbe influire sulla scelta del diametro delle ruote.

La facilità di superamento degli ostacoli
Una bici da 27,5″ è più facile da guidare di una 26″ perché le ruote di diametro maggiore, grazie a un angolo di attacco ridotto, riescono a superare meglio gli ostacoli.
Non è una differenza netta, ma comunque apprezzabile, specie negli usi prolungati, ovvero sulle lunghe distanze, sulle lunghe salite e altrettanto nelle lunghe discese, dove ogni piccolo aiuto, a fine gara o a fine uscita, viene avvertito e apprezzato e spesso può essere quantificato in secondi.
Proviamo per un attimo a giocare con “i se e i ma”: Jerome Clementz ha vinto il primo titolo Enduro World Series in sella a una Cannondale Jekyll da 26″. Questo può avere indotto molti a pensare che la 26″, comunque, è ancora superiore alla 27,5″.
E se Jerome Clementz avesse corso con una Jekyll da 27,5″ avrebbe vinto con un margine ancora maggiore?
La risposta probabilmente non l’avremo mai, nemmeno quando arriverà la Jekyll da 27,5″ perché a quel punto i valori campo saranno cambiati.
Tornando alla realtà delle cose, la 27,5″ aiuta a superare meglio gli ostacoli, ovvero a guidare più velocemente e con minore impegno rispetto alla 26″. I margini, come detto, sono risicati, ma comunque esistenti.

Non stupitevi se in sella alla 27,5″ si riescono a fare numeri in stile 26″…

Il comfort
Se supera meglio gli ostacoli, la ruota da 27,5″ è anche più confortevole. Senza dimenticare che, considerando lo stesso incrocio dei raggi e un cerchio di caratteristiche analoghe, una ruota da 27,5″ assorbe meglio gli impatti perché i raggi, essendo più lunghi, possono flettere di più rispetto a una ruota da 26.
Questo discorso è molto più avvertibile su una ruota da 29″, ma il principio è il medesimo.
Tutto ciò si traduce in minore impegno nella scelta della traiettoria, perché le ruote da 27,5″ tollerano di più le asperità del fondo e in una certa (contenuta) misura anche gli errori di chi guida
Ciò detto, per essere efficaci in discesa si deve comunque guidare come se si stesse usando una 26″, ovvero con la massima attenzione a dove si mettono le ruote.
A fine discesa, comunque, il vantaggio lo si avverte sulla muscolatura e magari anche con il cronometro.

La leggerezza
L’aumento di peso c’è, ed è indiscutibile, e lo si cerca di arginare utilizzando cerchi in carbonio che, però, possono alterare anche la guidabilità. La 27,5″ comunque comporta un aggravio di peso che Scott, uno dei primissimi marchi leader a credere in questo diametro, ha quantificato mediamente del 5%.
Rispetto alla 29″, comunque, la differenza è a vantaggio della 27,5 pollici e nemmeno di poco.

Ecco la Intense 951 Evo, una delle primissime bici da Dh ad essere predisposta anche per le ruote da 27,5.

Per quali utilizzi?
L’industria della Mtb sta sposando la misura mediana di ruota per utilizzi che vanno dall’Xc all’enduro e di recente fino alla Dh. Cioè tutta la gamma possibile. Questo perché il diametro delle ruote è, sì, più grande, ma non troppo grande per arrivare a travel anche di 216 mm come sulla Intense 951 Evo.
Chi ha bisogno di una bici nervosa e reattiva con ruote da 27,5″ ci può arrivare senza difficoltà scegliendo il materiale e la costruzione più opportuna per le ruote. La rigidità dei telai e delle forcelle non cambia in maniera significativa.
E’ per le ruote di diametro maggiore che Fox e poi tutti gli altri produttori hanno lanciato le forcelle con steli da 34mm e perno da passante da 15″. Per assicurare agli utenti prestazioni e precisione di guida non lontane dalle forcelle per ruote da 26″.

Rivendibilità dell’usato
Potenzialmente è molto alta, ma è difficile quantificarla perché di bici usate con questo diametro di ruote oggi non se ne trovano molte. Può succedere di beccarne una per via di un errore nella scelta della taglia del telaio.
Se è vero che il diametro più piccolo di ruota sarà un giorno la 27,5″ è facile immaginare che sul mercato dell’usato una Mtb con ruote 650B venga valutata con interesse. Ovviamente la quotazione dipende da tanti fattori, come marca, allestimento e condizioni generali.
Rispetto alle prime 29″, poi, la 27,5″ potrebbe avere un vantaggio.
Se ricordate, appena arrivate sul mercato le 29″ non avevano l’aspetto intrigante e la guidabilità di quelle di adesso, perché chi le produceva non aveva ancora un’esperienza adeguata. Quindi, i primi modelli sul mercato dell’usato generalmente hanno perso rapidamente quote di interesse.
Le 27,5″, invece, sfruttano la “parentela” dimensionale con le 26″ e in moltissimi casi l’esperienza di chi ha prodotto 29er fino ad oggi.
Il risultato sono bici straordinariamente mature, equilibrate e guidabili.
Se le 650B stanno avendo tanto successo (e si presume che ne avranno sempre di più), fra le varie ragioni, quest’ultima non è affatto da trascurare.

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